Per colpa tua

Per colpa tua
Due vite vere in una
Curioso libro, questo, che fa capo ad un curioso autore: quel Marcello Morante che ha vissuto a Grosseto, circondato da una vastissima famiglia della quale ha fatto parte anche la sorella Morante Elsa (la scrittrice), della quale fa parte anche la figlia Morante Laura (l’attrice). Quanto a lui, al Morante Marcello, non c’è chi non ne abbia sentito parlare, dalle parti della Maremma. Ma ben pochi hanno avuto il privilegio di conoscerlo e frequentarlo direttamente, riservato com’era. C’è chi lo ricorda come un personaggio soprattutto politico, per la parte che ebbe nel Partito d’Azione del dopoguerra. C’è chi sa (e se ne ricorda) di averlo visto recitare nel Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, film del 1964. C’è chi lo ha seguito nella sua impeccabile carriera di magistrato (fino al 1945) o nella successiva, non meno impeccabile attività di avvocato, fino al 1986. C’è chi può aver visto qualcuno dei settanta drammi da lui scritti, di cui dodici rappresentati. Già, perché Marcello Morante è stato anche per quindici anni direttore del Teatro Sperimentale di Grosseto. Ma non c’è nessuno che possa vantarsi di essere penetrato nelle ambiguità della sua vita, nella doppiezza della sua biografia: dove ‘ambiguità’ e ‘doppiezza’ non hanno alcuna connotazione negativa. Tutt’altro. Per tutta la vita Marcello Morante ha avuto un suo ‘doppio’, un fratello gemello inesistente ma implacabile nell’opporgli un punto di vista diverso dal suo, opposto al suo. Con questo immaginario, tenacissimo ‘doppio’ Marcello Morante dialoga per tutto il libro. Vuoi spiegarmi, gli chiede insistentemente questo suo alter ego misterioso, perché non ti decidi – tu, Morante Marcello – a cercare il successo che pur meriti? Perché non fai nulla per conoscere di persona quelle persone che ti hanno più volte testimoniato la loro stima e potrebbero aiutarti: da Eduardo De Filippo a Carlo Levi a Romano Bilenchi? Cos’è, hai paura del successo, oppure temi di non riuscire a conseguirlo, a trattenerlo? «Ma che dici? – gli fa di rimando Marcello Morante ad un certo punto di questa autobiografia sdoppiata – Io rifiuto il successo perché l’amo». Vale a dire, lo amo tanto che ho tanta paura di perderlo, di non saperlo conservare, né amministrare. Perciò ci riununzio subito, spontaneamente. Mirabile confessione che può servirci per analizzare e capire chissà quanti altri incomprensibili atteggiamenti di persone che si tengono al riparo dagli onori del mondo, non perché non li apprezzino, ma perché temono di apprezzarli troppo, di non essere poi più padroni di se stessi. E Marcello Morante non è ‘doppio’ solo in questo. Anzi, è ‘doppio’ anche in un altro senso che ispira la parte più scatenata e più divertente di questa autobiografia. Da giovane si ritiene incapace nelle faccende d’amore. E questa incapacità lo fa sentire a disagio, com’è giusto. Anzi lo tormenta. Finché la difficoltà, che pareva insuperabile, d’improvviso si risolve. E allora Marcello Morante si scatena per recuperare il tempo perduto. Contrae due matrimoni, uno appresso all’altro. Mette al mondo dieci figli (otto nel primo, due nel secondo). Per non parlare delle altre donne che occasionalmente incontra e che doverosamente onora delle dovute attenzioni. E che scrupolosamente elenca: Silvana, la maestra; Emilia, la generosa; Tina, la matura; Vera, la fidanzatina; Loretta, la bella; Ester, la popolana; Silvia, la sfregiata; Olga, l’ottimista; Elda, l’intellettuale; Giulia, la sorella; Annie, la salvatrice; Derna, la rivale; Carmen, la proibita; Graziella, la durevole; Silvana seconda, la tardiva. Eccetera, eccetera. Perché non finisce mica qui, questro sterminato elenco di incontri e di avventure. Così come non finisce qui, ma occupa tutta la terza parte del libro, il racconto di tutte le bizzarrie, di tutti i capricci che l’autore-protagonista si concede trasferendosi da una all’altra delle cinque case (due a Grosseto, una sul Monta Amiata, una in campagna vicino a Siena, una al mare vicino a Tarquinia) che nel frattempo si è comprato. E subito dopo, anche venduto, magari. Insomma una vita piena (oltre che ‘doppia’), animatissima, significativa. E – ciò che certamente non guasta – descritta, analizzata, raccontata benissimo.
[Beniamino Placido]

 

Pagine 298
Prezzo 13 €
ISBN 88-89647-03-5
o su IBS
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