Alighieri passatemi il sale | Mangialibri

Per gli antichi romani le basi della dieta che poi prenderà la denominazione di “mediterranea” erano il grano ed i legumi. Con le farine di questi vegetali producevano il pane, che all’epoca era un alimento ricco di proteine e alla portata delle tasche di tutti. Il pane rappresentava l’alimento base presente su tutte le tavole a tutte le ore. Durante le grandi manifestazioni come gli scontri tra i gladiatori, gli imperatori distribuivano pagnotte al pubblico, come atto di prosperità e di generosità. Il vino aveva un sapore  forte e una gradazione alcolica alta, e per questo spesso lo si allungava con acqua o con miele e rappresentava anche una bevanda curativa. Il pane e il vino venivano esportati  all’estero e per secoli hanno rappresentato il fulcro dell’economia dell’impero romano. Questo dualismo è stato poi conservato e rivisitato con il Cristianesimo, trasformando queste pietanze in  qualcosa di estremamente sacro.  Per i popoli barbari invece il grano non aveva alcun valore. Erano tribù nomadi e avevano bisogno molto spesso di grandi spazi, rappresentati dalle foreste tedesche, nei quali raccogliere ghiande, pigne e allevare allo stato brado maiali. La carne di maiale e di cinghiale rappresentava per i popoli del nord l’unica vera ricchezza. I grassi e le proteine servivano ai guerrieri per affrontare lunghe marce, o per sopravvivere ai gelidi inverni. Il luppolo e il frumento venivano lasciati fermentare e si produceva una bevanda molto amara ma ricca di proteine:la birra. Quando le due civiltà si scontrarono ognuna prese qualcosa dall’altra. I romani iniziarono ad allevare i maiali e nel medioevo la carne suina comparve quotidianamente sulle tavole di aristocratici e signorotti.  I barbari invece compresero che si potevano produrre pani di farro, di cecio e di cereali più facili da coltivare ma non per questo meno prelibati. Come è cambiato il modo di mangiare degli europei?…
La Pischedda in questo libro analizza dettagliatamente l’evoluzione della dieta italiana prendendo riferimenti da antichi trattati e da testimonianze eminenti (uno per tutti: Lucullo). Così scopriamo che cibi che si trovano sulle nostre tavole oggi erano già presenti migliaia di anni fa. Che l’allevamento di maiali è così diffuso nella pianura padana perché i Teutoni secoli fa la resero adatta a quello scopo e quella tradizione è rimasta immutata nel tempo. Che il modo di produrre e cuocere il pane è rimasto immutato, che gli ingredienti utilizzati all’epoca non sono molto differenti da quelli che  usano i nostri panettieri oggi, che la pasta ( i maccheroni soprattutto) vennero introdotti in Sicilia, ma la loro produzione era un processo artigianale molto costoso e così la pasta si diffuse nel Sud Italia solo nel tardo medioevo. Che lo stesso vino Falerno che veniva prodotto a Capua, ancora oggi è il vanto di quella regione, la Campania Felix, così idolatrata dagli imperatori romani.  La raccolta di cibo per il semplice sostentamento lascia il posto ben presto al semplice piacere di sedersi a tavola e condividere ogni volta un’esperienza unica che passivamente arricchisce l’animo di tutti.

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Comments
One Response to “Alighieri passatemi il sale | Mangialibri
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    I reallyhonestly liked it! Thanks for your time -Charlotte

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