E pensare che erano solo poesie

L’INTROVABILE NOX DI ANNE CARSON

Day after day I think of you as soon as I wake up.
Someone has put cries of birds on the air like jewels.
(Anne Carson, On Le bonheur d’être bien aimée)

– Buongiorno, vorrei il nuovo libro di poesie di Anne Carson, Nox.
– Guardi, mi dispiace, è finito.
– Ah, va bene, allora lo ordino.
– No, signorina, non ha capito. È proprio finito, è finito IN TUTTO IL MONDO.

Nox, la nuova silloge della poetessa canadese Anne Carson è uscita in aprile per la casa statunitense New Directions. A maggio il libro viene distribuito in Inghilterra e in quella parte del vecchio continente dove ancora si legge poesia (quindi, ça va sans dire, non in Italia). A giugno il libro è esaurito. Ovunque.

Per la gioia dei sostenitori più accaniti della poetessa, diventata da tempo una delle voci più autorevoli della poesia occidentale, la Carson è riuscita nell’impresa impossibile, ha creato il paradosso: Nox è un libro di poesie che è esaurito perché la gente l’ha comprato. Nox è un libro di poesia contemporanea, scritto da una poetessa contemporanea, classe 1950, che è introvabile— dicevo— non in quanto entrato fuori catalogo, ma perché è in ristampa, in ristampa da maggio.

Giunti a Ottobre non si capisce come mai il libro sia ancora irreperibile in ogni libreria Europea o Statunitense, e persino sui più grandi rivenditori online. Qui, da almeno tre mesi a questa parte, l’utente telematico, con la sua fede incrollabile nella rete, viene salutato da un’accurata descrizione del libro seguita da un lapidario “Temporarily Out of Stock” [Provare per credere. Controllate Amazon.com; Amazon.co.uk; Abebooks.com, e se volete farvi grasse risate pure IBS, dove Nox, ahimè, non è nemmeno in catalogo]. Al cospetto di tale fenomeno paranormale, l’esperto e l’amatore di poesia all’unisono si chiedono basiti come questo sia mai potuto succedere.

Una cosa è certa: la New Directions afferma d’aver cominciato la ristampa di Nox da mesi, ma non si hanno notizie, e intanto i prezzi delle copie rimaste crescono a dismisura. [N.B: L’ultima volta che ho controllato Amazon.com forniva una copia usata a 250 dollari. Prezzo scritto in rosso—sangue]. Chapeau per la casa americana. E complimenti anche per aver scommesso su un’opera indubbiamente sui generis. C’è infatti una ragione per questi ritardi. Nox non è solo una silloge di poesie tradizionale, ma si presenta come un libro-oggetto. Il libro è null’altro che una riproduzione in fac-simile di un diario di memorie, le cui falde si aprono a fisarmonica — come quei libri per bambini con le figure, ma per adulti —presentato al pubblico in una scatola nera. In questo scrigno delle meraviglie troviamo vecchie foto, pagine di dizionario, schizzi, un vero e proprio collage di poesie, immagini e frammenti in prosa. Un’opera complessa, quindi. Un’opera che per la gioia dei più tradizionalisti e materici si oppone alla potenza mediatica del formato digitale in tutte le maniere possibili, ma che è terribilmente complicata e costosa da riprodurre.

Certo sembra facile scommettere su una stella poetica come la Carson. L’ultima creatura della poetessa canadese, che non pubblicava da cinque anni a questa parte [Decreations è uscito nel 2005], offre, come poche opere oggi sanno fare, innumerevoli livelli di lettura. Nox attraverso il dialogo tra forma e contenuto rielabora il rapporto tra letteratura, visualità e visibilità, passato remoto, prossimo e presente. L’occasione per il libro è infatti la morte di un fratello, scappato di casa nel 1978 e di cui Anne non avrebbe più avuto notizie fino al giorno della sua morte nel 2000. Lo spunto autobiografico viene declinato attraverso una lunga rivisitazione del Carme 101 di Catullo. Il carme in latino apre la prima pagina di Nox, come un’epigrafe; ne segue una riflessione sul dolore e la difficoltà di esprimere il senso di perdita. Fagocitando la grande tradizione classica, Carson smembra il verso catulliano analizzandolo parola per parola, riproponendo la sua versione rivisitata dei lemmi latini, inframmezzandoli con stralci lirici, e vecchie fotografie in bianco e nero della sue infanzia. Ma questo canto per la morte del fratello, seppur si inserisca nel trend elegiaco che ha caratterizzato tanta poesia Anglo-Americana degli ultimi cinquant’anni [tra i molti, Louise Glück, Robert Hass, Ted Hughes, Christopher Ricks], ne prende le distanze e ne smantella i cardini:

When my brother died his dog got angry, stayed angry, barking, growling, lashing, glaring, by day and night. He went to the door, he went to the window, he would not lie down. My brother’s widow, it is said, took the dog to the church on the day of the funeral. Buster goes right up to the front of Sankt Johannes and raises himself on his paws on the edge of the coffin and as soon as he smells the fact, his anger stops. “To be nothing—is that not, afterall, the most satisfactory fact in the whole world?” asks a dog in a novel I read once (Virginia Woolf Flush 87). I wonder what the smell of nothing is. Smell of autopsy.

Da sempre, la Carson dà il meglio sulla lunga distanza, sulle poesie lunghe un libro, ed è più efficace sulla serialità. Nox ne è una riprova. Il battere costante del verso libero e della prosa-poetica scandito dal linguaggio diretto d’una realtà a sua volta prosastica, lasciano spazio a momenti di alto lirismo, e questa tensione ritmica di suoni e immagini in contrappunto non scade mai nel melodrammatico, per concludersi con una magistrale traduzione in inglese dei distici elegiaci di Catullo.

Tratti che contraddistinguono la poesia della poetessa fin dai tempi di The Glass Essay (1985), dove il lettore esperisce momenti d’epifania icastica: ‘Perhaps the hardest thing about losing a lover is/to watch the year repeat its days’; aforistica: ‘One way to put off loneliness is to interpose God’. In questa estesa serie di terzine, che ha lanciato la canadese nell’olimpo della poesia nord-americana, abita una sconvolgente sensualità, una presa di coscienza che con la sua concretezza non si piange mai addosso:

Everything I know about love and its necessities
I learned in that one moment
when I found myself

thrusting my little burning red backside like a baboon
at a man who no longer cherished me.

Anche quando s’avventura sulle strade più battute, la voce della Carson è vastissima e rimane una delle più originali degli ultimi trent’anni. Secca, ironica e sarcastica:

But in Roman life
are only impossibilities.

Che posso farci?

Nothing you can do.
It is simply a bad, implacable Roman fact
like the way they drive
(‘The Fall of Rome: a Traveller’s Guide’, Glass, Irony and God, 1992)

la sua poesia dal quotidiano si espande nel visionario con toni a volte surreali, a volte fantastici, come nella pluripremiata Autobiography of Red (1998). Un romanzo in versi ispirato alle liriche del poeta greco Stesicoro (VI sec. a.c.), che racconta l’amore omossessuale del mostro infernale Gerione per Ercole, in una commistione tra memoria, cultura pop e tradizione Greco-Latina. Un cocktail tipicamente carsoniano, basti a pensare a certe liriche di Decreations o alla serie di poesie, TV MEN, con l’incipit caratteristico:

TV is hardhearted, like Lenin.
TV is rational, like mowing.
TV is wrong, often, a worry.
TV is ugly, like the future.
TV is a classic example.

Interrogandosi sul successo di Nox, bisogna notare che già con Autobiography la Carson aveva venduto oltre 20.000 copie (che per un libro di poesia è un numero sterminato), assicurandosi un solido gruppo di fan affezionati che costituiscono lo zoccolo duro del suo pubblico; oggi la canadese si può considerare una celebrità del jet-set culturale Nord-Americano. I classici temi della Carson— memoria, intersezione tra autobiografia e letteratura, metalinguaggio, traduzione e tradizione— sono tutti presenti anche in Nox. Carson ne è consapevole; l’opera ne è consapevole, ma mai in maniera stucchevole. Non solo. La canadese è una di quegli artisti geniali a cui il lettore deve adeguare i propri standard e sintonizzarsi su una nuova frequenza, un linguaggio differente, una poesia che trascende i limiti del tradizionale e propone una sfida.

Ma la potenza, la maestria e il fascino dei versi della Carson sono sufficienti per giustificare il caso Nox? Forse dobbiamo arrenderci al fatto che la sorte del libro sia stata dettata principalmente dalla sua forma e dalla difficoltà di riproduzione. Comunque stiano le cose, viene da chiedersi se il successo di Nox sancisca la possibilità d’un ritorno del genere poesia a un pubblico allargato—basti trovare la formula giusta—o se il libro non rimanga invece una mosca bianca nel poema poetico contemporaneo. Nox segna la vittoria della poesia? Di Anne Carson? O, piuttuosto, dell’abilità della sezione marketing della New Directions?

Sicuramente non la vittoria dei lettori a cui da mesi viene negato il piacere della scoperta d’un nuovo pezzo d’arte.

In attesa della ristampa, per fortuna, ci sono le biblioteche.

.

Cecilia Piantanida

[Disclaimer: L’ironia della sorte sembrerebbe stroncare la credibilità dell’autrice di questo post: da ieri, dopo mesi d’assenza, Nox è tornato disponibile su Amazon.co.ukAmazon.com. Nonostante la beffa clamorosa, le considerazioni di cui sopra rimangono valide. L’autrice quindi vi invita calorosamente a comprare questa perla, e in svariate copie. Non si sa mai —potrebbe finire anche la seconda ristampa. Ma forse sarebbe veramente troppo, ricordiamoci che stiamo pur sempre parlando solo di poesie]

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Comments
2 Responses to “E pensare che erano solo poesie”
  1. f. ha detto:

    L’autrice credo da maggio continua a promettere e rimandare la stesura del suddetto post, come se la casa editrice canadese millantasse, o non avesse interesse prima o poi a ristamparlo davvero un libro andato esaurito in si breve tempo, ehm ehm. Comunque sia, ieri finalmente mi viene inviato, vado ad accludere i link dimostrativi di cotanto scandalo da amazon e amazon.uk, li provo e toh!, il libro c’è! E c’è a un prezzo ragionevole! Metto a parte della lieta (divertente) novella la mia amica Cecilia ma decidiamo (decido) comunque di pubblicare il post. Come monito certo (per lei), ma anche perché segnalazioni di questo genere in Italia davvero non arrivano, così come le poesie che ci va a pescare e tradurre Cecilia dal nord america. In queste pagine continua silenziosa questa rubrica di poesia che è davvero una piccola cosa preziosa, per me, anche se forse interessa solo noi, io e Cecilia dico.

    Ps. come segnalato Nox è acquistabile, fatevi sotto!

  2. cecilia ha detto:

    E’ sempre un piacere scrivere per il sito effequ.
    Anche se oggi non so se piangere per la debacle (parziale) della mia credibilita’, o per la gioia di rivedere Nox in commercio. Invito veramente di cuore le persone che si interessano di poesia a comprare questo gioiellino. Era ora che la New Directions si desse una mossa.. 😉

    Per portare nel discorso un po’ di poesia italiana certi aspetti di Nox mi ricordano un po’ i collage di Emilio Villa. Questo si’ che e’ un poeta mezzo sconosciuto, ma raffinatissimo, un altro che vale la pena leggere. Anche lui era molto materico e giocava sul rapporto tra arti visive, letteratura e lingue antiche. Forse non molto accessibile , ma molto molto affascinante.
    Mi dispiace solo che Nox probabilmente in italia non verra’ conosciuto come meriterebbe, perche’ mi sembra molto difficile che qualcuno si metta a tradurlo e riprodurlo. Sarebbe probabilmente un’impresa impossibile, considerando che l’opera stessa sfrutta la traduzione come mezzo espressivo. Comunque sarebbe molto bello vedere che qualcuno, anche fosse una sola persona, leggendo questo articolo finisse per comprarlo veramente Nox. Perche’ merita, veramente.

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