Attacco ai parchi | altreconomia

CON LA MANOVRA A RISCHIO 23 AREE PROTETTE

La storia dei parchi nazionali, per la tutela del patrimonio ambientale italiano, è iniziata il 3 dicembre del 1922, quando venne istituito quello del Gran Paradiso. Un quarto di secolo dopo la “cultura” delle aree protette permeò anche la Costituzione, il cui nono articolo assegna alla Repubblica il compito di tutela del paesaggio. Nell’estate del 2010, però, le associazioni ambientaliste sono state costrette a scendere in piazza, a Roma, accanto ai direttori, funzionari e dipendenti delle aree protette, per protestare contro il “rischio chiusura” dei 23 parchi nazionali. Con la manovra correttiva, il governo avrebbe deciso di dimezzare -dall’anno prossimo- i finanziamenti statali per la rete nazionale dei parchi, che nel 2010 erano circa 50 milioni di euro. A rischio un milione 437mila ettari di territori, dall’Alta Murgia al Gennargentu, dove sono tutelati oltre 57mila specie animali e il 50 per cento della flora europea. Una riserva di biodiversità sotto attacco nell’Anno internazionale della biodiversità. Per risparmiare, in fondo, “meno di quanto occorre per costruire mille metri della variante di valico Bologna-Firenze, un’autostrada” come ricorda il geologo Mario Tozzi nel libro Nel nome del Parco (effequ, 2010, 9 euro) in cui racconta le difficoltà di un anno da presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano (www.islepark.it), mediando tra l’interesse della natura dei sette isolotti nel Mar Tirreno, le smanie di cemento e turismo dell’isola d’Elba e la voracità dei pescatori che mal sopportano le Aree marine protette.

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