Micelio | Intro

Il corpo dei funghi è formato
da un intreccio di cellule filamentose dette ife.
Le ife sono legate fra loro a formare un micelio.
Se il loro intreccio è lasso,
il micelio mostra l’aspetto tipico di una muffa,
ma quanto più l’intreccio è fitto,
tanto più il micelio diventa consistente.
Alcune forme di funghi che crescono
sui tronchi degli alberi
sono duri come il legno.

Edward Fahey, Università del Minnesota

Nell’aprile del 1960 il radiotelescopio di Green Bank in West Virginia venne puntato su due stelle di tipo solare relativamente vicine alla Terra, Tau Ceti ed Epsilos Eridani. Mediante questo strumento, il radioastronomo statunitense Frank Drake fu il primo uomo a cercare attivamente segnali radio extraterrestri. Nel novembre dell’anno successivo, durante un convegno Frank Drake presentò al mondo scientifico l’equazione che da allora porta il suo nome.

N = R x fp x nc x fl x fi x fc x L
N, che è il numero di civiltà osservabili esistenti in questo momento nella galassia, è il risultato di una lunga moltiplicazione in cui i fattori indicano:

· R, il numero di stelle di tipo solare che nascono annualmente nella galassia;
· fp, la frazione di esse che possiede pianeti;
· nc, la percentuale di pianeti di tipo terrestre;
· fl, la frazione di questi ultimi su cui sia comparsa la vita;
· fi, la frazione dei pianeti su cui si è evoluta almeno una forma di vita intelligente;
· fc, la percentuale di civiltà intelligenti tecnologicamente evolute.
· L, la durata media di una civiltà simili a quella terrestre.

Per decenni dopo la sua pubblicazione, i ricercatori hanno tentato di quantificare i fattori dell’equazione di Drake. Soltanto per uno di essi, fp, si è riusciti a dare un valore numerico preciso. Per tutti gli altri fattori permangono dubbi. Chi può stabilire la lunghezza di una civiltà tecnologica, se possediamo un solo esempio di studio, quello umano, che è ancora di là dal concludersi?

Durante la seconda metà del ventesimo secolo la nostra visione del cosmo è mutata in modo radicale e profondo; la vita ha perduto ogni connotazione magica o sovrannaturale, per divenire un processo naturale che trae la sua origine nelle leggi fisiche dell’universo ed è connesso all’evoluzione del cosmo stesso. Il concetto stesso di extraterrestre, fino agli anni cinquanta quasi esclusivamente relegato all’ambito della fantascienza, è lentamente approdato ad un ambito scientifico e sperimentale.

Nella letteratura e nel cinema fantastico, l’alieno è spesso rappresentato come l’idealizzazione di ciò che l’umanità sogna – o altrettanto frequentemente teme – di divenire. Creature gentili e angeliche, in possesso di conoscenze tecnologiche che per noi hanno del divino, si contrappongono a esseri orribili e spietati dagli spaventosi poteri. Ma ciò che tendiamo a dimenticare, quando pensiamo a forme di vita extraterrestri, è che l’intelligenza non rappresenta un traguardo al quale l’evoluzione biologica tende indissolubilmente. I meccanismi evolutivi spingono le forme viventi all’adattamento, non al perfezionamento.

Alcune creature terrestri, ad esempio, come i ricci di mare e le stelle marine, derivano da creature più complesse, dotate di un sistema nervoso centrale che in seguito hanno progressivamente perduto. In natura non esiste un perfezionamento ultimo, oltre il quale non si possa più andare, ma solo un continuo adattamento all’ambiente che muta. L’uomo stesso non rappresenta che un anello di una lunga catena evolutiva che affonda le sue radici nelle scimmie antropomorfe, nei mammiferi, nei vertebrati e in organismi ancora più antichi. Come tutte le specie del pianeta, esso continuerà a evolversi per milioni o addirittura miliardi di anni, oppure potrà semplicemente estinguersi, come i dinosauri, i mammut e le tante forme viventi scomparse nel lungo corso della storia della vita. Per lungo tempo gli scienziati hanno dato per scontato che l’origine della vita sulla Terra fosse un fenomeno autoctono. Le prime cellule sarebbero state il traguardo di un lento processo di evoluzione chimica avvenuto negli oceani primordiali.

Più di recente alcuni ricercatori hanno rivalutato l’ipotesi della panspermia, secondo la quale organismi molto semplici, o i loro diretti precursori, siano letteralmente piovuti dallo spazio esterno. Perché ciò possa essere avvenuto, i microrganismi extraterrestri avrebbero dovuto sopravvivere alla penetrazione nell’atmosfera terrestre e al lungo viaggio attraverso il vuoto del cosmo.

Secondo Francis Crick, vincitore del premio Nobel per la scoperta della struttura del Dna, i semi della vita sarebbero stati dispersi intenzionalmente nello spazio da una civiltà extraterrestre estremamente avanzata, allo scopo di rendere abitabili pianeti vicini e successivamente colonizzarli. L’eventualità di una simile opera di “inseminazione intelligente” appare altresì altamente improbabile, ma apre il dibattito a domande a dir poco suggestive. Come potrebbe una civiltà estremamente avanzata aver superato le difficoltà di un viaggio attraverso il cosmo? E quali organismi potrebbe aver scelto di inviare?

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Comments
One Response to “Micelio | Intro”
  1. mrvulnus ha detto:

    un grande libro di fantacosefanterinealghebrodaglieetc

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