Catarsi | Waiting for clandestina

Catarsi è un racconto di Ilaria Giannini. Un altro racconto di Ilaria sarà il quinto di clandestina. Altri segni di Ilaria sono su Tracce nella rete – il suo blog personale – sulla rivista Inutile, e su Scrittori Precari.
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Catarsi (dal greco κἁθαρσις, “purificazione”) è un termine utilizzato per indicare la cerimonia di purificazione che si ritrova in diverse concezioni religiose ed in rituali magici.
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Il letto mi ingoia, all’improvviso. Sprofondo giù, chiudo gli occhi. La luce mi cade obliqua sulle mani.
Sono aggrappata al cuscino: sto affogando, cazzo, sto affogando.
Non riesco a girarmi sulla schiena. Il peso del mio sterno mi blocca, mi inchioda la faccia alle lenzuola. La stanza ansima con me.
Inspiro, risucchio, espiro.
Affogherò – lo so.
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La purificazione da una contaminazione (miasma) poteva riguardare sia un avvenimento spirituale che materiale. Platone utilizza questo termine per indicare la liberazione dal corpo, per opera della morte, dell’anima che torna alla perfezione dopo la costrizione limitante vissuta nella materia.
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Allora dài, mi arrendo. Cedo alle tue mani, alla tua voce che non mi parlava mai così tanto ma adesso sì, adesso arriva tutta insieme, a frotte. Piccina, così, ci penserò io, morbida, attenta alla testa, brava.
E sia, mi arrendo. Sono in apnea e respiro il tuo respiro, un odore che non mi appartiene più.
Perché sto morendo, è così. Mi sono arresa.
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Aristotele, che intende la tragedia come ‘mimesi’, imitazione, della realtà, ne sottolinea l’effetto di purificare, sollevare e rasserenare l’animo dello spettatore da tali passioni, permettendogli di riviverle intensamente allo stato sentimentale e quindi di liberarsene.
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Apro le mani e rilasso le spalle. Un brivido mi sale dal collo. Un tocco pesante mi gira, mi blocca le braccia. Un solo bacio: le labbra si schiudono.
La tua lingua è calda e io sto affogando. Mentre mi giri di nuovo e mi posi una mano sulla bocca, mi tappi il naso e stringo le palpebre.
Piango, sì. Dimentico.
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Il termine “catarsi” è stato ripreso da Sigmund Freud e Joseph Breuer nel 1895, negli Studi sull’isteria, per indicare la liberazione di emozioni in pazienti ansiosi, grazie al recupero di particolari pensieri o ricordi biografici. Nello psicodramma e nelle arti-terapie, attraverso la rappresentazione, la persona può prendere contatto e comprendere gli aspetti più profondi della sua realtà psicologica ed esistenziale.
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Il letto è vuoto, fa freddo. Ho lasciato aperta la finestra perché mi mancava l’aria: adesso tremo.
Sotto il piumone, quel sapore è svanito. Ho le mani vuote e l’anima ghiacciata.
Non sono morta.
Forse, non sto vivendo.
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[tutte le illustrazioni di clandestina sono di sara pavan]

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Comments
One Response to “Catarsi | Waiting for clandestina
  1. MMo ha detto:

    “mi piace” come si direbbe di là

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