Il Wwf lancia l’allarme ‘incursioni mafiose’ nell’edilizia elbana – La Nazione

Agnese Nannini: “Servono più controlli, troppo cemento”

Portoferraio (Livorno), 16 giugno 2010 – “L’Isola è a un bivio: o la qualità ambientale o il collasso e la consegna del territorio alle infiltrazioni mafiose”. E’ il grido d’allarme di Agnese Nannini, presidente del Wwf Elba-Capraia che punta il dito contro certe scelte politiche. “Non ci si può lamentare se la stagione turistica appena iniziata sta registrando quel massiccio calo di presenze che potrà diventare anche definitivo. Troppo si è costruito e si continua a costruire distruggendo l’unico valore ambientale su cui invece l’economia isolana avrebbe dovuto investire: il paesaggio e l’ambiente”. Il drastico giudizio del Wwf che sposa in pieno la tesi “Elba cementificata” dal presidente del Parco Mario Tozzi.

“Certamente non si può generalizzare poiché per fortuna non tutti gli elbani hanno l’obiettivo della speculazione edilizia o commerciale — continua Nannini — ma è innegabile che nell’ultimo ventennio all’Elba si è costruito troppo e non solo seconde case, ma anche quelle che nascono come prime e diventano poi seconde perché affittate nei mesi estivi. Gli elbani non hanno bisogno di colate di cemento, ma di servizi e trasporti efficienti, strade con periodiche manutenzioni, centri storici curati, puliti e vivibili con una certa ‘biodiversità’ economica e non con una globalizzazione di bar e paninoteche che li rendono, in certe ore della giornata, invivibili con parcheggio selvaggio e musica ad alto volume”.

Secondo il Wwf non è giusto che le strutture regolari paghino le tasse sui loro guadagni quando c’è invece un mercato di affitti in nero mai denunciato. “Le autorità preposte — aggiunge Agnese Nannini — dovrebbero fare più controlli, avendone i mezzi e le possibilità per poterlo fare, dall’abuso edilizio a quanto altro in contrasto con le leggi e con l’ambiente. Anche per gli affitti in nero, basterebbe qualche controllo in più in estate, verificando gli intestatari delle utenze e i documenti degli occupanti per capire come vive l’Elba: i dati sarebbero sconcertanti, come è sconcertante rilevare che gran parte del patrimonio edilizio costruito nell’ultimo triennio sia ancora da collocare, a dispetto di prezzi mantenuti artificiosamente alti, simulando una richiesta che in realtà a questi prezzi non c’è. In conclusione, ci troviamo pienamente d’accordo con le affermazioni del presidente del Parco Tozzi al quale esprimiamo piena solidarietà”.

La Nazione

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