Dishwater

Slap of the screen door, flat knock
of my grandmother’s boxy black shoes
on the wooden stoop, the hush and sweep
of her knob-kneed, cotton-aproned stride
out to the edge and then, toed in
with a furious twist and heave,
a bridge that leaps from her hot red hands
and hangs there shining for fifty years
over the mystified chickens,
over the swaying nettles, the ragweed,
the clay slope down to the creek,
over the redwing blackbirds in the tops
of the willows, a glorious rainbow
with an empty dishpan swinging at one end.

Ted Kooser, 2004

>> [ L’acqua dei piatti

Schiaffo della porta a vetri, il colpo sordo
delle scarpe quadre e nere di mia nonna
sul portico in legno, lo struscìo silenzioso
del suo passo sciancato, ingrembiulato di cotone,
fino al ciglio e poi, inchiodato
con una furiosa torsione, di getto,
un ponte che salta dalle sue calde mani rosse
e si ferma lì brillando per cinquant’anni
sulle galline disorientate,
sulle ortiche che ondeggiano, l’erbacce,
la discesa d’argilla lungo al ruscello
sui merli dalle ali rosse in cima
ai salici, un arcobaleno glorioso
con un catino vuoto che donodola da un’estremità.

trad. it. Cecilia Piantanida]

NOTE

Ted Kooser (1939-). Una voce fuori dal coro, da sempre Theodore Kooser rifiuta l’elitismo accademico e la sperimentazione stilistica fine a sè stessa, prediligendo un linguaggio semplice e deliberatamente non allusivo. Il poeta aspira a una “poesia popolare” (utopica concezione), che parli non solo agli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto al grande pubblico. Sulle orme di Robert Frost, i suoi brevi componimenti si sviluppano su immagini icastiche ricche di riferimenti alla natura del Nebraska —terra natia del poeta — e di particolari di vita quotidiana. Kooser insegue la sua vocazione per tutta la vita: ogni giorno per trentacinque anni dalle cinque e mezza alle sette del mattino scrive, prima di vestire i panni d’assicuratore e guadagnarsi da vivere. Nel 1999 si ammala di cancro ed è costretto ad abbandonare il lavoro e la scrittura. Uscito dall’ospedale nel 2001 riprende a scrivere, da allora ha pubblicato: Winter Morning Walks: 100 Postcards to Jim Harrison (2001); Braided Creek: A Conversation in Poetry (2003); Delights and Shadows: Poems (2004), da cui “Dishwater”; e la raccolta Flying at Night: Poems 1965-1985 (2005). Nel 2004 entra nell’Olimpo servendo come 13º Poeta Laureato degli Stati Uniti d’America.

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