Nel nome del Parco, di Mario Tozzi

Nel nome del Parco

Un anno sull’arcipelago, di Mario Tozzi

L’Arcipelago toscano è una delle prove dirette dell’esistenza di un paradiso in terra: vegetazione lussureggiante su un mare cristallino, baie deserte, costoni di granito bianco e rosa, ambiente ancora poco contaminato, vino e cibi ottimi, importante storia degli uomini. Questo però vale solo fuori stagione: durante le canoniche ferie italiche il paradiso diventa un un purgatorio, invaso da migliaia di auto, colonizzato in ogni minimo pertugio abitabile, con le spiagge invase fino all’inverosimile, tanto da non poter stendere neanche un telo da mare. In questa realtà bifronte Mario Tozzi si è calato alla fine del 2007 per fare il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, un’istituzione combattuta dagli isolani fino dal suo primissimo inizio. «Convinti di essere stati solamente loro a conservare natura e territorio – come dice lo stesso Tozzi –  insofferenti allo straniero invasore, specie se portatore di dubbi e tecnicamente preparato in materia ambientale, gli abitanti dell’Arcipelago non mi hanno riservato un’accoglienza amichevole. E al Parco è stato addossata qualsiasi colpa, dai rifuti non raccolti ai moli in cattivo arnese, alla diminuzione dei flussi turistici, fino alla proliferazione fuori misura dei cinghiali e delle cornacchie». Dopo tre anni il Parco è oggi più accettato dalla gente, l’ambiente è protetto e, fra mille difficoltà, il turismo tiene. Inoltre il Parco ha destinato risorse come nessun altro organo dello Stato e, pure in periodo di vacche magre, riesce ancora a porre rimedio a guasti provocati da altri, come i cinghiali ridotti a numeri più sopportabili, o le isole riaperte al turismo di qualità. Ma questo è il destino dei parchi nazionali: spesso combattuti, salvo poi ricredersi quando dispensano non solo denari, ma protezione gratis per tutti, immagine anche all’estero, economia e, soprattutto, cultura ambientale. Fra diffidenza, malafede e ignoranza, ma anche fra passione, qualità delle persone e genio questi tre anni sull’arcipelago valgono per Tozzi come quello di Emilio Lussu sull’altopiano: «Un’esperienza fondamentale di vita – parole sue – e la possibilità di imparare laddove sembrava ci fosse solo da insegnare». Pochi posti del Mediterraneo sono così carichi di fascino come l’Arcipelago toscano e così a rischio di essere rovinati in nome di uno sviluppo che dovrebbe, invece, seguire altre vie. Questo libro è la storia dell’esperienza di Tozzi presidente del Parco, ma anche uno scorcio sulla storia dell’ambiente e della protezione della natura in Italia.

MARIO TOZZI è geologo e primo ricercatore del Cnr. Documentarista, autore e conduttore televisivo (Gaia-Il pianeta che vive e Terzo Pianeta su Raitre, La Gaia Scienza su La7), collabora con vari quotidiani e periodici, tra cui La Stampa, National Geographic e Vanity Fair. Ha pubblicato Manuale geologico di sopravvivenza planetaria (Theoria, Roma 1996), La dinamica della Terra (Cuen, Napoli 1997), Annus Horribilis (Cuen, Napoli 1998); con Rizzoli Gaia, viaggio nel cuore d’Italia (2004), Catastrofi (2005), Italia a secco (2006), Italia segreta (2008); con De Agostini Viaggio in Italia (2009). Nel campo della ricerca è autore di oltre 50 pubblicazioni scientifiche su riviste italiane e internazionali, di oltre 50 comunicazioni a congressi nazionali e internazionali, di guide geologiche e di dispense per i corsi universitari.

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Comments
One Response to “Nel nome del Parco, di Mario Tozzi”
  1. federico ha detto:

    Un titolo bellissimo! 😀

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