Tutti pazzi per matrimoni

25.07.08
Microcronaca della presentazione di Santarcangelo firmata Lorenza Ghinelli
Intanto: WOW. Ragazzi se mi sono divertita! Ma procediamo con ordine. Verso le 14:00 mi chiama Fernando. – Siamo arrivati-. Dice. Li aspettavo per le 15:00. Ma Fernando continua. – Però non c’è bisogno che vieni, basta che ci dici la strada, ci vediamo poi tra qualche ora quando ci siamo tutti sistemati-. Il viso non si rilassa, la maschera all’argilla lo impedisce. Il corpo neppure: il domopack sull’alga Guam tira. Passo accidentalmente davanti allo specchio: DIO BENEDICA FERNANDO. Dopo qualche ora li raggiungo in albergo. Fresca come un crisantemo. Quattro esami universitari in un mese e mezzo, di cui uno proprio alle 11:30 di quella mattina. Ma rivedere Fernando e Susanna è davvero bello! Passeggiamo per Santarcangelo e li porto da Enrica, la fantastica proprietaria della libreria Philo che ci ha aiutato a organizzare il tutto, le lasciamo i libri e poi andiamo a sbafarci un gran bel gelato. Così poi i neuroni si connettono meglio. Tra una chiacchiera e l’altra si fanno già le 19:30. Raggiungiamo il Caffè Clementino, Enrica ha già preparato tutto. La presentazione si svolgerà sotto un simpatico gazebo al centro del parco. Il buffet è già allestito e la gente inizia ad arrivare, vedo tante facce amiche e questa è una cosa che davvero mi riempie il cuore. Verso le 20:15 iniziamo. Fernando introduce gli altri sei autori leggendo frammenti dei loro racconti. Poi ci parla del suo “A come Napoli” e ci intrattiene leggendo una parte davvero effervescente in cui ci illustra in cosa consiste il complicato lavoro “dell’aggiustare le assicurazioni”. Il pubblico si diverte. E infine tocca a me. Mi fa sempre strano parlare di qualcosa che chiede semplicemente di essere letto. Così inizio leggendo. E poi chiacchiero, spiego, ma non troppo. Altrimenti guasto la sorpresa no? E poi il libro chi lo compra? Come quando dici a un amico che vai al cinema a vedere quel preciso film e lui ti fa: ah! Carino. Però alla fine quando il protagonista muore ci sono rimasto troppo male. E allora che fai? Vai al cinema? No. Ti chiudi in casa e bevi birra. Insomma. Ho letto e chiacchierato. E più leggevo e più chiacchieravo, e più mi accorgevo di divertirmi. Sentivo la gente ridere. È stato davvero bello, informale e divertente. Un’esperienza da ripetere. Un’esperienza galvanizzante. Sono riuscita a farlo passare come un racconto esilarante, questa è la cosa che mi fa ridere di più. Poveretti, se soltanto avessero un’idea del delirio psicosessuale che è contenuto in quel racconto, se soltanto avessero un’idea degli scompensi che arrecherà al loro sistema di coppia, non l’avrebbero comprato così alla leggera! O forse sì. Penso che parlare di cose che riguardano tutti, in cui ci possiamo riconoscere, cose grandi, complicate, difficili, e saperlo fare col sorriso, sapere ridere di cuore delle nostre incompresioni e delle nostre nevrosi, sia forse il modo migliore per imparare a capirci. Per imparare a parlare e a confrontarci. Un grazie dal profondo del cuore a Fernando e a Susanna per la loro splendida umanità e per la bella serata che mi hanno regalato. Alla prossima davvero. 

Lorenza Ghinelli

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