Le due guide dai Pescatori

25.06.08
La microcronaca di Michele Stefanelli
E’ stata una giornata che non dimenticherò mai, l’affetto e l’emozione di tante persone mi hanno reso felice. E pensare che ancora stordito dalla vacanza e dal sole impietoso e afoso, classico orbetellano, avevo iniziato la preparazione dell’evento alle 15 e 45 quando sono arrivato anche senza macchina, vestito già di tutto punto (qualche lingua cattiva diceva da “pinguino”). Mentre pensavo di liquefarmi dentro i pantaloni neri e nella mia camicia che aprivo sempre di più, di mezz’ora in mezz’ora, si facevano le 16 e con il mio mentore Fernando Quatraro, la persona a cui sono veramente debitore di questa esperienza stupenda, ci apprestavamo a incontrare gli organizzatori della sede della società la Peschereccia. Ma quando ancora non si avevano tracce dei suddetti organizzatori, il mio maestro mi aiutava a rilassarmi offrendomi un espresso forte e ristretto come non bevevo da una settimana. Dopo aver stabilito le mosse successive e aver parlato con lo stesso Fernando, Francesco e Federico ci apprestavamo alle 17 circa ad allestire il banchetto della vendita dei libri a cui la presentazione era dedicata, ovvero “Il mare in Tasca” e “Orbetello”, sistemavamo il raccoglitore dei libri della casa editrice Effequ e il tavolo, con delle locandine alla porta d’ingresso per dare ancora più precisione e organizzazione all’evento. A mezz’ora dall’inizio, fissato per le 18, rimanevano ancora molti dettagli da definire, come il funzionamento degli strumenti audio e la sistemazione dei tavoli, che nei successivi dieci minuti venivano subito risolti. Il caldo intanto saliva, così come l’emozione e la tensione. Le prime persone sono arrivate anche prima delle 18, e io tra me e me pensavo: no, di già, non sono ancora pronto. Poi per fortuna sono arrivati gli amici e tutti i familiari e così è stato come sentirmi coperto da mura amiche. Alle 18 e 15 circa il momento delle interviste di rito con le televisioni e un’altra scarica di tensione ed emozione. E ancora tantissima gente che arriva e che fa complimenti su complimenti, poi la prima dedica e da lì una serie di dediche quasi da star di Hollywood: e chi sarò mai, pensavo? Ovviamente, con molto sarcasmo. L’emozione è salita all’improvviso e la bocca ha iniziato ad asciugarsi quando il microfono è passato dalle mani di Fernando alle mie, che di colpo hanno cominciato a tremare con il microfono. Con un briciolo di lucidità e di ragione ho cercato di essere sempre me stesso e ho cercato di spiegare la mia piccola creatura cartacea, dalle 18 e 40 alle 18 e 50, dieci minuti lunghissimi con tanti occhi e orecchie ad ascoltarmi. Dopo le 19, dopo gli applausi le risate e le frasi di cortesia era già finita la mia avventura, soddisfatto in pieno e molto orgoglioso. La tensione si è dileguata con il vento della laguna, e allora via ad offrire aperitivi e buon vino a chiunque capitasse. Un grazie di cuore a tutti i presenti. E ad alcune persone in particolare che mi hanno fatto sentire importante domenica e non solo. Per finire un breve resoconto dell’evento con alcuni amici e parenti, e due battute con il maestro. Ore 20: via, tutti alle televisioni, c’è l’Italia che farà una figura molto più brutta della mia. Loro sì che si dovevano vergognare davvero, non come me. Orgoglioso del mio “Mare in tasca”.
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