Successone per doppia presentazione orbetellana

26.06.07
La consueta micro-cronaca firmata da una penna d’eccezione: Riccardo Bruni
L’appuntamento è per le 21.30 al circolo che si trova nel parco dell’Idroscalo. Mi fermo a mangiare qualcosa con un po’ di amici, prima di andare. Un po’ di rosso, tanto per scaldare la serata. Poi andiamo a piedi fino al parco. A Orbetello le distanze sono ridotte. Confermo il mio scetticismo per una presentazione fatta laggiù. Glielo avevo detto a Fernando: ³Facciamo qualcosa per il corso, dove passa la gente. Qualcosa che incuriosisca². Ma lui è uno che si innamora delle cose. Ed è fatto a modo suo: è nato a Napoli, ma non fuma e non beve caffè. Hai le stesse possibilità di incontrare un tirolese astemio, e lo sai quando parli con lui: se prende un’idea tira dritto come un Eurostar. Stasera lo staff al completo della Effequ presenta “Una vita per aria” di Daniele Amaddii e “L’appuntamento” di Paolo Lotti. Daniele lo conosco da una vita. Il suo libro l’ho letto quando era ancora un mucchio di fogli in cui non era necessario che uno fosse il primo e un altro l’ultimo. Ero a Roma per altre questioni e mi ero fermato a dormire da lui, che al tempo abitava a Pomezia. Una notte psichedelica a leggere questa sua cosa, che con il tempo è diventata il suo secondo romanzo. Arriviamo al club. La presentazione è sul retro. Giriamo attorno al bar. Apro un sipario di frasche. E il mio scetticismo svanisce in mezzo a tutta quella gente: il signor Effequ non fuma e non beve caffè ma a volte ha una gran mira. Ci sono amici, curiosi, bambini, lettori che gravitano attorno alla Effequ, qualcuno che aveva capito di una festa e quel popolo di scrittori mannari che di giorno combatte con la vita e di notte scrive. Non manca il vino, tanto per ricordarsi che tutto è partito diversi anni fa, la stessa notte di quella notte a Pomezia ma solo qualche ora prima, in una pizzeria di Roma, con l’idea di scrivere diciassette bicchieri di vino. Fernando mi viene incontro con il primo. Che non è il primo né per me né per lui. Accanto a Daniele vedo Leonard Morava, che presenterà “Una vita per aria”. Lo riconosco per una foto, ma non ci siamo mai visti prima. Era da un pezzo che volevo stringergli la mano per “Le rose si vendicano due volte”. Poi si passa alla serata. Fernando, Leonard, Daniele e Paolo si schierano al tavolo della presentazione, e se non fosse per Serenella Bischi che ingentilisce la situazione quei quattro sembrerebbero il seguito dei “Soliti sospetti”. Mi metto tra il pubblico. All’ultima fila. Ho in mano un bicchiere e nell’altra qualcosa di strepitosamente simile al mais tostato. Mi godo la presentazione, guardando le facce di tutta quella gente che ascolta i miei amici.
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