Microcronaca (mica tanto) di una fiera

11.12.07
Effequ a “Più libri più liberi”
5/12 La fiera comincia il giorno prima: carico e scarico pacchi macchina con mio figlio Francesco su e giù dalle scale del Palazzo dei Congressi. Sembriamo tante formiche, l’Eur tutto attorno ci scruta. Sopra, al primo piano, dove c’è il nostro stand T13, il protoallestimento dello spazio, scaffali, sedie e tavoli. Siamo in tanti, 400 editori che si mettono in mostra, come al solito la fiera pare un labirinto, noi salutiamo e sorridiamo. Poi la sera mi sistemo nella accoglientissima casa di Erilde e Tolja, la suocera e la cognata di Francesco, che ci sopporteranno benevole per tutti questi giorni. Ottima a cena, a letto presto, come tutte le prossime sere. 6/12 Il giorno dopo si comincia a far sul serio. Conosco Cecilia e Stefano della EdiQ, quelli che ci distribuiscono nel nord Italia, e Carla Renieri, che è la direttrice commerciale della Giulio Perrone Editore e siccome è maremmana e le piacciono, bontà sua, i libri che facciamo dice che è tanto tempo che voleva conoscermi. Cara Carla, è un piacere starla a sentire. Intanto arrivano i primi clienti. E mi faccio il primo giro salutando qualche amico e dando occhiate furtive, a volte invidiose, ma non lo ammetterò mai (gli editori sono tutti narcisi e individualisti), agli altri stand: belli in particolare quello di :due punti e del Becco Giallo. Mi affaccio un attimo sul piazzale esterno: in cielo nel quasi crepuscolo vola una miriade di storni e disegna figure ellittiche. Paiono lettere di libri, dev’essere un difetto professionale vederli così. 7/12 Stamani incontriamo Paula Canal di Anagrama, una casa editrice spagnola, per presentarle tre nostri titoli: La ballata dello straniero di Fabrizio Fondi, All’ultimo giro di Dario Mantovani e Le rose si vendicano due volte (che alla fine risulterà il quarto libro più venduto alla fiera dopo Turkemar di Simone Sarasso, La voce dei matti e La musica del vino) di Leonard Morava, il libro con cui abbiamo vinto il prestigioso Premio Massarosa. Allo stand passa poi Angelo Leone (il direttore commerciale di Stampa Alternativa) e dopo un po’ che parliamo comincia a dirmi come fa ogni volta che ci incontriamo del suo complesso e problematico rapporto con Marcello Baraghini, il direttore editoriale. Sono come quelle coppie sposate da tanto – stanno insieme da 25 anni e hanno dato vita a uno dei fenomeni editoriali più controcorrente, anticonformista, ostinato e fuori dalle regole del mercato (pur muovendocisi come pesci nell’acqua) che l’Italia conosca – che si amano profondamente ma litigano sempre. Di fronte a noi le standiste di Esserci Edizioni e di Bohem Press (casa editrice che ha libri per bambini moolto belli bellissimi) sono stanche, si vede. Anche noi: dura la vita degli standisti. Siamo già a pezzi e mancano ancora due giorni. Verso sera arriva Federico Rupert (l’altro mio figlio), nostro principe della tastiera e del web, e porta con sé il video Buscaglionesco da lui realizzato di Turkemar. Lo mettiamo su computer in un attimo e parte la canzone che diventerà il leit motiv della nostra fiera: Che bambola! 8/12 Scopro da uno dei cento dibattiti della fiera che su Second Life esistono ¬ era ovvio, come non averci pensato prima ¬ anche i libri e le librerie. Ci fantastico sopra l’intera mattinata. Fino a che ci raggiungono quasi contemporaneamente Susanna Cantore (colonna della effequ nonché mia moglie) e Marco Villani, giovane autore con il quale stiamo lavorando a un romanzo di cui non parlerò manco sotto tortura. Ora il pubblico è tanto davvero. All’ora dell’aperitivo offriamo un goccio di vino a chi passa insieme al nostro libro La musica del vino. L’iniziativa piace anche agli altri standisti, si crea corrente positiva, il vino sdilinquisce, e si va lisci così fino alla sera. Durante questo sdilinquimento, passano anche Roberto Iacobelli, uno dei più bravi stampatori del Paese, Barbara Reviglio, factotum e anima del portale 365bookmark, e Paolo Petroni, capo della cultura dell’Ansa. Salutano ma non bevono. 9/12 Pubblico, pubblico, pubblico fin dalla prima mattinata. Meglio così, pensiamo, almeno si vende di più. In realtà alla fine ci accorgeremo di aver venduto meno dell’anno scorso, ma anche che siamo più conosciuti. Infatti ci cercano in tanti, proprio vogliono la effequ, per proporsi come autori o traduttori o lettori o redattori o aiutanti in genere, per semplicemente conoscerci da vicino, e molti hanno già visto i nostri libri, o li hanno già comprati in libreria. La cosa ci consola assai, sono soddisfazioni grandi, credetemi. Faccio un ultimo giro da solo, saluto Giulio Perrone e la moglie Maria Carmela Leto al piano di sotto, mentre Rupert va da Lucarelli a portargli i nostri saluti e una copia di Turkemar, che a lui, siamo sicuri, piacerà. Infatti lo accetta con piacere e saluta Simone. E’ tempo di scaricare e tornare a casa, sono stanchissimo, ma come le altre volte ora quasi mi dispiace di dovermene andare dalla fiera e mi muovo più lento per impregnarmene un altro po’. Che bambola! 

Fernando Quatraro

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