La micro-cronaca della data romana di Turkemar

30.05.07
Parole e musica di Simone Sarasso
Consueta sintesi della trasferta romana in stile 100% swing. Partenza da Novara meno all’alba del solito (il treno delle otto ci aspettava dormiente sul binario 4) insieme all’ottimo Maestro Daniele Rudoni. Un’oretta fino a Milano, giusto il tempo d’una Marlboro e via sull’Eurostar delle nove che alle 13.30 in punto ci scarica a Termini. Viaggio disteso e gioviale (si è pure lavorato al romanzo collettivo ma non ditelo a nessuno che il progetto è segretissimo…), pranzo con birra e salatissimo panino al salame. Arrivare a Roma, per il sottoscritto, è sempre una festa. Cominciando dal clima (per noi longobardi certe temperature sono un sogno proibito) e finendo con la gente. Un pensiero speciale a Spartaco, lo sguaiato gestore del bar tabacchi appena fuori Termini sulla destra, e al suo delizioso “caffè al vetro”. Insomma, che vi devo dire, non appena calco il suolo romano mi sento a casa (persino più a casa che a casa mia!)… Appena il tempo di posare i bagagli e farci una doccia che è già ora d’incamminarsi verso la libreria “Tra le righe”. Ancora vittime dell’eccesso di zelo piemontese, ci presentiamo sulla porta del negozio alle 17.00 precise, mentre l’ottimo editore Fernando Quatraro ci ricorda i rilassati tempi della capitale (saremo lì in una mezz’oretta: sai, il traffico…) Dall’arrivo dello staff Effequ in poi è tutta in discesa, è tutto meraviglioso come sempre. Si allestisce la scena sorseggiando dell’ottimo bianco locale, le padrone di casa sono simpatiche e gentili. Tanta bella gente si fa sotto quando io e Fernando prendiamo posto e iniziamo a raccontare di Fred e della Torino dei Cinquanta. L’apice si raggiunge quando Nando legge il racconto del debutto di Che notte. Persino le signore più compite mi regalano un sorriso. La presentazione è pure l’occasione per conoscere un sacco di amici che fino ad allora avevo sentito solo per email. Massimiliano di Giorgio della Reuters riesce a passare nonostante gli impegni lavorativi e si fanno quattro chiacchiere piacevolissime. C’è Marco Villani (tenete a mente questo nome, ne sentirete parlare presto), scrittore dottissimo conosciuto in rete. Gli faccio i complimenti per il suo straordinario lavoro e gli ricordo di finirlo il prima possibile (non vedo l’ora di leggere il finale!). E poi Laura Senserini di Fazi, Francesco Falaschi (regista di “Last Minute Marocco”) e un ospite davvero inatteso che non cito (lui preferisce così) che di Turkemar se ne porta a casa due: uno per sé e uno per il suo saggio babbo. Il pensiero che queste due persone leggano le mie righe mi riempie di gioia. Insomma, un successone. La serata termina splendidamente in un delizioso ristorante africano dove io e il Maestro Rudoni ci nutriamo abbondantemente consumando il pasto con le mani (come vuole la tradizione) e innaffiandolo con l’ottimo vino tipico. Il giorno dopo (ma solo dopo una carbonara di quelle da dieci e lode insieme a tutta la famiglia effequ), rimontiamo sul nostro trenino e alle nove siamo a casa. Stanchi, felici, e con un sacco di nostalgia della capitale.
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