Cronaca dal Book Festival

30.10.07 Susanna Cantore racconta Piove. Alla partenza è solo una minaccia, poi verso Cecina il diluvio.Non c’è neanche una corsia di emergenza dove aspettare un po’ di tregua. Non si vede niente; non solo: andiamo dritti verso una zona di nero assoluto circondata da lampi: La nostra direzione è proprio là, il nuvolone di temporale si trova esattamente sopra la nostra meta: Pisa. Il Pisa book festival ci aspetta e già ci immaginiamo il nostro stand plastificato estivo colpito dalle saette e carbonizzato. Invece non è così, a essere pessimisti ci si consola sempre. Infatti a Pisa piove soltanto, anche se piove tanto, a catinelle. Piove sulla stazione Leopolda, sui furgoni degli editori, piove sui tendoni bianchi della fiera, piove sui carrelli pieni di scatole di cartone, sui nostri pensieri…ecc. Affondando nel fango di un prato con ombrelli giganti riusciamo a trasportare i preziosi libri effequ al riparo, allestiamo lo stand, ci aiutano ad asciugare in terra e sulle sedie, appendiamo il nostro nome in alto e si comincia. Certo che con questo diluvio chi si sogna di venire a visitare la fiera? Facce smunte e un po’ livide tra gli editori che riprendono colore soltanto dopo il lauto pranzo offerto dall’organizzazione, che si svolge comunque sotto un tendone che ci ripara dalla pioggia sempre torrenziale. Anche gli ospiti d’onore, gli editori della Svizzera Italiana, sono fradici ( ma sotto le Alpi non c’è sempre ‘o sole?). Poi, pian piano lo scroscio diminuisce e smette del tutto: qualche timido sprazzo di sole scioglie un po’ la tensione generale che si avverte in giro. Certo, di questa stagione non si può prevedere il tempo. L’anno scorso c’era un caldo estivo, anche troppo. Quest’anno mi becco un raffreddore tremendo. ( è dura la vita dello standista…) Insomma pioggia, pioggia, pioggia. Ma il sabato ci rincuora: il sole fa sciamare dentro tutte le allegre scolaresche e i primi visitatori. L’ingresso qui a Pisa è gratuito, perciò c’è anche chi si fa una passeggiata e dà un’occhiata a quello che c’è sui banchi. C’è anche qualcuno ben intenzionato, con il suo zainetto o trolley vuoto da riempire con le ‘chicche’ che potrà scovare qui. Questa infatti non è una fiera qualsiasi, è fiera della piccola editoria, e qui non trovi quello che c’è normalmente in vendita. No. Qui c’è quello che normalmente non si trova, ci sono le rarità , perché di rarità si tratta, visto che le piccole case editrici non hanno molta visibilità nelle librerie. Chi ama la lettura viene volentieri a questo tipo di fiere proprio per questo motivo, e qui può comprare un po’ di tutto, dall’editoria regionale che valorizza la cultura locale, alla saggistica alla narrativa, alle edizioni pregiate, ai libri per bambini. Nel pomeriggio c’è una vera folla che transita. Anche al nostro stand molti si fermano, osservano, comprano; certi riconoscono il marchio o un libro che hanno visto in libreria, ci chiedono informazioni sugli autori o su come contattarci per sottoporci opere inedite, si scambiano opinioni, si chiacchiera. In fondo al nostro padiglione ci sono due sale per conferenze dove si svolgono le presentazioni e ogni tanto arrivano applausi. Ci dicono che nel corso di un dibattito sull’informazione si parla anche della effequ, e del suo sito internet , che a sentire gli esperti è molto interessante. Purtroppo non sappiamo altro, ma comunque ci sentiamo onorati … Poi tocca anche a noi fare la presentazione che è in programma: La ballata dello straniero. Avrebbe dovuto essere presente l’autore, il nostro Fabrizio Fondi ( autore già di due racconti in raccolte precedenti), ma purtroppo all’ultimo momento ha avuto problemi di salute e non c’è. Lo diciamo ai pochi ma benevoli spettatori, mandandogli comunque un applauso e augurandogli una pronta guarigione. E la presentazione va avanti senza di lui. Tutto bene, anche presto ( che è un po’ il nostro motto), per non tediare, e salutiamo amici di vecchia data che ci sono venuti a trovare per questa occasione. Nel frattempo il nostro stand è ben presidiato da Federico ‘Rupert’ e Andrea, i nostri fidi curatori del Web, che sono motivatissimi e vendono un sacco di libri a chicchessia. Anche domenica mattina ci danno una mano e si passa bene il tempo fra una chiacchiera con i colleghi editori e un’altra con gli autori che vengono a trovarci (Nicola Morgantini, Dario Mantovani, poi anche il nostro collaboratore fiorentino Giovanni Bruni) Di gente in giro ce n’è tanta specialmente nel tardo pomeriggio; molti sono catturati dallo sguardo del nostro gatto in copertina che ha occhioni umani e un sorriso un po’ furbetto. Non c’è che dire: Orme di gatto è veramente un long seller e le nostre copertine piacciono un po’ tutte. Colpisce anche il bel libro di Leonard Morava Le rose si vendicano due volte che sta in prima fila con la sua fascetta di Vincitore del premio Massarosa 2007. Una ragazza ci dice che lei era nella giuria che ne ha decretato la vittoria. La ringraziamo. Un giovane viene a dirci che il giorno prima ha comprato Turkemar e che lo ha letto tutto d’un fiato nella notte. E’ venuto apposta a farcelo sapere. Grazie, grazie anche a lui e grazie a tutti quelli che apprezzano i nostri libri, che sono tanti. Sono arrivate le otto di sera. Gli ultimi visitatori vanno via malvolentieri, vorrebbero ancora vedere e comprare mentre però già tutti hanno incominciato a riporre i libri. La fiera è finita. Peccato. Si chiude, si parte, si perde la strada, ci troviamo disorientati nella notte buia. Ma non dovevamo essere sulla Genova Livorno? Perché siamo finiti a Ospedaletto? Sarà la stanchezza? Forse sì. Stanchi ma felici, come si dice.
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